Sestri Levante è un borgo ricco di storia e cultura, celebre per la particolare morfologia del suo territorio da sempre fonte d’ispirazione per poeti e scrittori.
Il centro storico si affaccia su due baie, la Baia delle Favole e la Baia del Silenzio, divise da un istmo che unisce il promontorio, detto “penisola”, alla terraferma.

Proprio per questo lo scrittore Hans Christian Andersen, che visita Sestri Levante nel 1833, la ribattezza “la città dei due mari”.
La Baia del Silenzio, chiamata anche Portobello, deve invece il suo nome a Giovanni Descalzo, scrittore nato e vissuto a Sestri Levante, che la definisce poeticamente così nel 1919.

La “penisola”, la parte più antica di Sestri, è caratterizzata da creuze, stradine lastricate che dal mare salgono in collina, e vicoli dai nomi suggestivi fiancheggiati dalle tipiche case liguri, alte, variopinte e addossate le une alle altre per sfruttare il poco spazio disponibile.

Qui il centro storico si chiama “carugio” e si distingue per i suoi palazzi dalle facciate dipinte, alcune arricchite da magnifici portali d’ardesia risalenti all’età medievale. Un angolo grazioso ma poco conosciuto, stretto tra la Chiesa di San Pietro in Vicoli e la cinquecentesca Torre dei Doganieri è la Piazzetta intitolata a Dina Bellotti, nota come “la pittrice dei Papi”, che amava Sestri e vi soggiorna a lungo nel corso del Novecento.

Sestri Levante non è solo mare: dal centro partono alcuni sentieri che consentono di percorrere itinerari panoramici immersi nella natura.

Il più famoso è sicuramente il sentiero che conduce a Punta Manara passando dalla casa che tra 800 e 900 ha dato i natali al “postino di Kandinskij”, un giovane portalettere che consegnava la corrispondenza anche a molti stranieri che in quegli anni soggiornavano a Sestri Levante alla ricerca del sole, del mare e dell’aria salubre. Tra questi nel dicembre del 1905 c’era una coppia di artisti: un russo di nome Vassilij Kandinskij e la sua giovane compagna, una tedesca di nome Gabriele Munter. Alloggiavano al Grande Albergo e lui in quel periodo dipingeva un quadro che rappresentava due Leudi, imbarcazioni tipiche Liguri, che si dondolavano nel mare della Baia delle Favole: si trattava di Fishing boats, dipinto attualmente esposto al Guggenheim Museum di New York.

Proseguendo si arriva a Punta Manara, magnifico promontorio a picco sul mare che si estende tra Sestri Levante e la frazione di Riva Trigoso. Una piccola deviazione lungo il percorso consente di raggiungere un luogo forse meno turistico ma ben noto ai sestresi e denominato la “Ciappa du Lu” (la pietra del lupo), uno scoglio piatto ai piedi del promontorio; un luogo un po’ selvaggio e adesso poco frequentato ma che negli anni Sessanta ospitava addirittura un ristorante rinomato per i suoi piatti a base di pesce fresco. Tra la clientela, che arrivava via mare, c’erano anche famosi personaggi del jet set dell’epoca. Bellissimo anche il sentiero che conduce alle Rocche di Sant’Anna, suggestivo e panoramico insieme di pietre ormai diroccate che costituiscono i resti della Chiesa di Sant’Anna del Salto, le cui origini si perdono nel tempo, tra storia e leggenda. La chiesa, probabilmente risalente al XV/XVI secolo, in posizione particolarmente esposta agli agenti atmosferici e presto danneggiata dalle piogge e dai venti, cade progressivamente in abbandono dopo la costruzione, nel 1805, della litoranea strada napoleonica. Meravigliosa la panchina tra le rovine della chiesa, perfetta per ammirare il mare e i paesi circostanti affacciati sulla costa, sino a Portofino.

Un altro punto di vista privilegiato è offerto dal sagrato della chiesa dei Cappuccini, lungo la Salita della Mandrella: dal piazzale antistante l’edificio lo sguardo spazia tra le due Baie e si sofferma sulla penisola. Da quassù i tramonti sono impagabili, con il sole che illuminale case di Portobello per poi tuffarsi nel mare.

Graziose anche le frazioni di Sestri Levante come il borgo di Trigoso, a una manciata di chilometri dal centro cittadino. Bellissimo passeggiare tra le sue creuze su cui si affacciano case colorate con i panni stesi come vuole l’usanza ligure, intrattenersi con qualche gatto solitario e ammirare i bellissimi vigneti dei dintorni.

Merita una visita anche la suggestiva spiaggia di Renà, che deve il suo nome al vicino borgo di pescatori, con lo scoglio dell’Asseau che si erge non lontano dalla costa.

Ma dopo aver visto così tanta bellezza pensiamo anche a soddisfare il palato. Qui la colazione si fa con la focaccia “pucciata nel cappuccino”, se vista mare ancora meglio. Perfetta quella che si può gustare seduti ai tavolini del Bar Cutter, a Portobello.

E perché non assaggiare una bella frittura di acciughe?

L’acciuga è alla base di molti piatti tipici locali come la zuppa di pesce chiamata Bagnun, a cui è dedicata anche una sagra che si svolge nel mese di luglio nella frazione di Riva. L’aperitivo con vista per eccellenza è quello offerto dal panoramico Hotel Vis a Vis, dalla terrazza dell’albergo la vista è unica e abbraccia tutta la cittadina di Sestri.

Durante la stagione estiva non può mancare “l’aperitivo in scialuppa” organizzato da Ittiturismo Bistrò Mare: un calice del loro vino, l’Eroico, le acque tranquille della Baia del Silenzio e il Paradiso è servito.

A SESTRI LEVANTE CON QUESTO LOOK

Romina Condemi

Romina, ligure da sempre, ama tutto ciò che è legato al territorio, alla sua storia e tradizione.Insegnante, laureata in Conservazione dei Beni Culturali e specializzata in Storia dell’Arte Contemporanea, utilizza i social per promuovere l’arte e il patrimonio storico artistico ma anche per valorizzare le bellezze paesaggistiche e i piaceri della tavola. La potete facilmente incontrare di fronte al mare mentre fotografa uno dei suoi “piatti con vista”

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