Mirna è una donna energica e solare piena  di capacità e pioniera di uno dei lavori 2.0 che tanto stanno prendendo piede: l’homestaging. Cos’è? Mirna ce ne parla in questa intervista e ci racconta un po’ della sua bella storia di vita.

Buona Lettura
Claudia Gatti

-Mirna ci siamo conosciute da adulte prese dai nostri progetti e cariche di idee e buoni propositi per migliorare. Ma dimmi, com’era la Mirna bambina? Quali sono i momenti più importanti della tua infanzia che porti nel cuore?

La Mirna bambina era molto diversa da quella di adesso… fin da piccola sono sempre stata riservata e molto chiusa, direi ermeticamente! Mi vergognavo a dire il mio nome, a parlare con le persone e giravo sempre a testa bassa, tanto che i miei genitori mi raccontano che riconoscevo le persone dalle scarpe! Sono cresciuta in una famiglia sulla cresta dell’onda, quindi la casa era sempre piena di giornalisti, fotografi e personaggi che gravitavano nell’ambiente della musica, praticamente degli sconosciuti per me ed io, con quel carattere così chiuso, subivo abbastanza la situazione.

Non avrei mai pensato nemmeno lontanamente che un giorno avrei parlato in pubblico, che sarei andata in televisione, in Rai, in diretta o che avrei tenuto corsi di formazione davanti a persone sconosciute. La vita a volte ci sorprende, cambia rotta improvvisamente, ci mette alla prova e ci fa scoprire lati di noi che non conoscevamo. Ed è importante in quei momenti prendere al volo l’occasione di cambiare e non nascondersi.

Mirna Casadei #MYCLAHTTITUDE

-La tua famiglia, Casadei, può definirsi tranquillamente un Clan alla Romagnola. Quando vi muovete tuttiassieme trasmettete un senso di forza, solidità e allegria. Come si può ai giorni d’oggi trasmettere questicapisaldi della Romagnolità?

Le radici sono importantissime per affrontare il mondo in cui ci troviamo a vivere, sono la nostra identità e la nostra unicità. Fino a un po’ di anni fa (direi prima dell’avvento di internet) si viveva una dimensione più a misura d’uomo, si sognava molto, si desideravano cose, si scatenava l’immaginazione. Non era tutto disponibile subito e tutto accessibile come adesso. Esisteva ancora il sogno, il desiderio, la curiosità. Per sapere qualcosa su un paese straniero che avresti voluto visitare dovevi uscire di casa, andare in libreria per comprare una guida turistica, parlare con persone che ci erano già state per farsi dare consigli e suggerimenti. Adesso tutto questo è stato sostituito da un click sullo smartphone sul divano di casa nostra. Tutto più comodo, certo, ma si si sono azzerati i contatti umani, non è più necessario far lavorare il cervello e la fantasia, ogni aspettativa è già svelata, non c’è più la sorpresa, l’avventura. Quando andremo in quel paese sapremo già come muoverci, avremo già i biglietti dei mezzi pubblici prima di partire da casa, avremo già prenotato un posto per dormire e per mangiare, privandoci di un milione di occasioni per interagire con le persone. Questo è solo un piccolo esempio ma si può applicare a tutti gli aspetti della nostra vita.

La famiglia Casadei è un nucleo compatto che affronta la vita con allegria e leggerezza e che cerca di godere il momento e la semplicità delle piccole cose. I nostri genitori ci hanno sempre trasmesso l’amore per la gente, l’essere sempre ben disposti nei confronti degli altri, l’essere grati per le piccole cose di tutti i giorni, il collaborare e fare squadra. E poi la correttezza ed il rispetto: a casa mia non ho mai sentito parlare male di qualcuno, giudicare o spettegolare. E noi tre figli siamo cresciuti tutti con queste regole ferree non scritte, mai predicate, ma solo trasmesse tramite l’esempio quotidiano.

– Ad un certo punto della tua vita, dopo tanti anni passati nella comunicazione e promozione dell’impresafamigliare hai avuto lo stimolo di cambiare vita e seguire quella che era la tua vera vocazione, raccontaci.

La passione per l’arredamento è nata nel periodo in cui mia mamma stava facendo casa nuova. Parliamo del 19801 e io frequentavo le scuole medie. Ero sempre con lei in giro per negozi di arredamento. Lei sceglieva e progettava insieme agli esperti, mentre io giravo per gli showroom perdendomi fra gli allestimenti, soffermandomi a guardare una poltrona, osservando le linee di una chaise longue, toccando i tessuti dei rivestimenti e facendomi incantare dai disegni di luce di quegli splendidi corpi illuminanti di design. Crescendo ho sempre lavorato nell’azienda di famiglia, l’Orchestra Casadei, occupandomi di tutto quello che riguardava l’immagine: foto, video, look dei musicisti sul palco, scenografie… rimanendo sempre e solo dietro le quinte. A volte qualcuno mi diceva “ah, ci sei anche tu? Pensavo che Raoul avesse solo due figli!”. E invece siamo in tre. Questo dà la misura di quanto io mi nascondessi agli occhi della gente.

Quando sono diventata mamma, a 42 anni, è successa in me una trasformazione. Per una razionale come me, che voleva avere sempre tutto in ordine e sotto controllo, il momento del parto è stata un’esperienza sconvolgente. Come Sigourney Weaver nel film Alien, che sente muoversi uno sconosciuto dentro la pancia, il quale alla fine prende possesso completamente del suo corpo e lei non ha più il controllo di niente! Superata brillantemente quella prova titanica, la mia autostima si è finalmente svegliata! Non avrei mai creduto di essere in grado di superare quell’evento, e da quel momento ho iniziato a vedere tutto da una prospettiva diversa. Mi sono detta “ma se sono riuscita a fare questo, di cosa devo aver paura nella vita?” e da lì ho spiccato il volo.

L’Home Staging l’ho scoperto nel 2013 grazie ad una mia conoscente emiliana. Quando mi ha spiegato al volo di cosa si trattava, ho deciso, in quel preciso momento, che quello sarebbe stato il mio lavoro.

Da precisina ed esigente con me stessa quale sono, ho iniziato a studiare e a formarmi. Ho frequentato i corsi migliori, ho investito, ho cercato ispirazione dai più grandi, mi sono iscritta a aggiornamenti e approfondimenti di ogni tipo, alcuni anche apparentemente non proprio pertinenti, ma da ognuno di questi corsi apprendevo piccoli ma fondamentali dettagli e trovavo spunti decisivi. E poi ai corsi ho incontrato tante persone in cambiamento, in evoluzione. Bruchi che stavano per diventare farfalle e questo mi ha caricato moltissimo.

Nel mio lavoro e nella costruzione della mia rete, ho sempre puntato moltissimo sulla qualità delle relazioni, sull’ascoltare le persone, capire le loro esigenze ed impegnarmi per risolvere i loro problemi. La soddisfazione più grande non è portare a casa un contratto firmato, ma è sollevare le persone dai loro problemi facilitandogli il lavoro. Mi piace lavorare con i miei clienti come una vera squadra, impegnarci insieme per raggiungere un obiettivo comune che porta soddisfazioni e vantaggi ad entrambi.

Mirna Casadei #MYCLAHTTITUDE

– Home staging: abbiamo imparato questo termine di recente perché possiamo definirlo un lavororelativamente nuovo qui in Italia. Puoi spiegarci meglio di cosa si tratta?

Basta pensare alla sua traduzione letterale: “Home” significa casa e “Stage” significa palcoscenico. In sintesi significa mettere in scena un immobile. L’home stager è un professionista della valorizzazione immobiliare e si occupa di preparare un immobile prima che sia presentato sul mercato per la vendita o per l’affitto. L’obiettivo? Far innamorare le persone della casa e vendere o affittare in breve tempo, difendendo il prezzo. In pratica: se non curi la presentazione dell’immobile il valore percepito sarà scarso e per vendere velocemente la tua unica possibilità è abbassare il prezzo. Se invece valorizzi l’immobile, lo presenti in modo che attiri l’attenzione, lo rendi bello, elegante, luminoso e affascinante, l’acquirente si innamorerà della casa, penserà “io voglio vivere qui” e il prezzo non sarà un problema. La casa è per eccellenza un bene che si acquista seguendo un impulso emozionale. Pensa che la vendita di un immobile si decide nei primi 90 secondi della visita!

Io sono specialista nel trasformare gli ambienti di casa con budget ridotti e questo riesco ad applicarlo in tutti i servizi che offro: home staging, relooking degli ambienti di case private, restyling di hotel, bed & breakfast e appartamenti destinati al turismo. Le persone sognano guardando le case meravigliose che vedono su Instagram o su Pinterest e non sanno che non ci vogliono molti soldi per avere case come quelle: ci vuole solo buon gusto e competenza. E una home stager ha competenze molto ampie e trasversali: composizione, uso del colore, decluttering, feng shui, conoscenza dei materiali, luce, fotografia, scenografia, etc…

Inoltre, grazie all’esperienza in scenografie, mi occupo anche di allestire set fotografici e video (ed è stata proprio questa l’occasione nella quale ci siamo conosciute!).

Mirna Casadei #MYCLAHTTITUDE

– Ti vediamo in TV su Rai2, in giro in Italia per il tuo lavoro, organizzi corsi per formare nuovi home stager, dedichi tempo ai tuoi canali social per mantenere il contatto con le tue followers ma sei anche mamma e haiun compagno. Hai un segreto che vuoi svelarci per riuscire a fare tutto senza andare nel pallone?

Noi donne abbiamo risorse (a volte direi superpoteri) inimmaginabili! Quando incontro le persone che mi seguono sui social mi dicono “ma come fai a fare tutte quelle cose?”. I segreti sono due: adoro il mio lavoro, ho una grande passione e questo è il motore che fa muovere tutto con i giusti tempi e con buoni risultati. E poi c’è anche il mio vissuto nell’azienda di famiglia: quando lavori nel mondo dello spettacolo e dell’intrattenimento non c’è sabato, non c’è domenica, non ci sono festività, anzi, i giorni festivi sono proprio quelli in cui si lavora di più! Quindi non ho mai guardato l’orologio o rifiutato un incontro o un’opportunità perché andava fatta in un giorno festivo. Per me un giorno vale l’altro. Sai cosa dice sempre mio babbo? “Agli storni bisogna tirargli quando passano” (tirare in romagnolo significa sparare), cioè le occasioni vanno colte quando si presentano, perché se le rimandi al primo giorno lavorativo utile sul calendario, nel 90% dei casi “puffff” spariscono!

Mirna Casadei #MYCLAHTTITUDE

– Come tu ben sai, dato che mi sei stata di grande aiuto con il tuo lavoro di set stager per la nostra campagnapubblicitaria, MyClah è un sito di lifestyle e moda. Quale rapporto hai con la moda? Quale capo non può maimancare dal tuo guardaroba?

Sono una fanatica dei jeans, ne ho a decine e li metto tutti! Mi piace abbinarli con le sneakers e maglione oversize, con decolleté e giacca, con stivaletti grintosi. Ma soprattutto adoro abbinarli con una camicia di seta color panna: praticamente è la mia divisa!

Non ho mai desiderato né avuto capi firmati, se non in rarissimi casi, ma nello stesso tempo non sopporto le imitazioni. Una cosa che non riesco a guardare? Donne che per seguire la moda del momento si ingoffano, non si valorizzano. Da qualche anno è il boom dei pantaloni a vita alta con le pinces e la fascia strizzata in vita ed è un modello favoloso se hai la vita sottile e sei slanciata. Ma se sei alta 1,60 e hai la pancetta (come me) rischi di sembrare il ragionier Fantozzi con i suoi pantaloni ascellari. Ecco, questo seguire la moda ad ogni costo senza tenere conto della propria fisicità non mi piace. Preferisco trovare il mio stile, indossare solo ciò che mi fa sentire bene, che valorizza le mie proporzioni, pratico ma con un tocco elegante.

Ti voglio raccontare un episodio. Una volta, quando avevo poco più di 18 anni, mi sono trovata a Milano a passeggiare in centro con uno stilista che si occupava delle divise dei musicisti. Uno con molto gusto. Quel giorno indossavo jeans e giubbotto di jeans imbottito, sai quelli con il pelo bianco all’interno che andavano di moda nei primi anni 90? Ecco, quello. Ai piedi un paio di Superga bianche. Mi ha portato a passeggiare in via Montenapoleone. Ai tempi era davvero il salotto di Milano e sui marciapiedi sfilavano donne di classe, belle e ben vestite, curatissime ed impeccabili, con le braccia piene di buste di Versace, Armani, Chanel. Mi sono guardata e mi sono sentita fuori posto, trasandata. Lo stilista mi ha detto: “Sai perché ti ho portata qui? Per metterti un po’ in imbarazzo e per farti capire che la mattina quando ti vesti ed esci, devi vestirti in modo da trovarti a tuo agio in ogni situazione: una passeggiata al parco, un incontro di lavoro, un salto al supermercato, un aperitivo con le amiche, una cena in un ristorante di classe”. Aveva ragione. Da quel momento cerco sempre di adottare un look che mi faccia sentire innanzitutto sicura di me e a mio agio e che mi permetta di non trovarmi mai in imbarazzo e fuori luogo. E al diavolo le mode del momento!

Mirna Casadei #MYCLAHTTITUDE

– Infine: che programmi hai Mirna per il 2021?

Talmente tanti che io, che ho sempre amato l’agenda settimanale, ho dovuto scegliere una giornaliera per il 2021 perché altrimenti non avrei avuto abbastanza spazio per scrivere tutti gli impegni e i progetti che voglio sviluppare!

Ti anticipo alcuni progetti: continuare il mio rapporto con Rai Due con la trasmissione Detto Fatto ricercando sempre nuovi tutorial da proporre, dedicarmi ancora di più ai corsi di formazione che nel 2020 (nonostante l’annata strana) sono partiti alla grande. Ho costruito questi corsi per diventare home stager mettendoci tutta me stessa, la mia esperienza, i miei successi e i miei errori, le mie strategie, i miei trascorsi nel campo della comunicazione… Sono corsi davvero ricchi e completi e vi si iscrivono donne da tutta Italia (ma a volte anche uomini) che vogliono trasformare la loro passione per la casa in una vera e propria professione. Seguo le mie corsiste anche dopo, a corso concluso, per aiutarle a partire e spronarle. La soddisfazione più grande è che le ragazze che escono dai miei corsi iniziano subito a lavorare con profitto!

Un altro progetto è una trasmissione tutta mia su un canale tematico che parli di casa, di come creare le atmosfere giuste, di come trasformare gli ambienti. Ho già scritto due format di programmi di questo tipo e sto cercando il contatto giusto per proporli. È il mio primo obiettivo del 2021.
Ho anche disegnato un elemento di arredo decorativo per la casa e lo sto realizzando in collaborazione con un’altra donna vulcanica, che è un’artigiana con le mani d’oro e ha la mente aperta come un paracadute. Il nostro progetto è commercializzare questa idea e vederla un giorno in tutte le case. Naturalmente non posso ancora anticipare nulla ma, chissà, magari nel 2021 sarà in vendita su MyClah!

Ti anticipo un altro progetto per il 2021.  È un progetto al quale tengo moltissimo, slittato a causa della pandemia, che spero di far partire prossimamente: ho proposto all’IRST di Meldola (l’Istituto Romagnolo per la cura dei Tumori) di rifare il look della sala d’aspetto del reparto di oncoematologia dell’ospedale Bufalini di Cesena (di competenza dell’Irst). Ogni volta che ci passo davanti provo tristezza e un senso di abbandono.  È un non luogo, un luogo di nessuno e del quale nessuno si occupa. Mi piacerebbe invece che i malati, che già stanno vivendo un momento molto difficile e delicato della loro vita, siano accolti in un bellissimo salotto di casa che trasmetta loro benessere e bellezza, che li rassicuri, che li faccia sentire meglio. L’ambiente che ci circonda ci influenza a livelli inimmaginabili. Per realizzare questo progetto, naturalmente completamente pro bono, ho intenzione di formare una squadra di lavoro di home stager, arredatrici, esperte di colore, esperte di feng shui, psicologhe. Il progetto è quello di incontrarsi ad intervalli regolari e confrontarsi, creare, progettare. Il tutto naturalmente comunicato con dirette social per coinvolgere le persone e per dare visibilità a chi parteciperà al progetto a titolo di beneficenza. Per quanto riguarda invece il materiale che servirà (arredi e complementi) vorrei coinvolgere le aziende del territorio romagnolo e fare un grande progetto collaborativo e condiviso. I romagnoli per la Romagna. Quando sono andata a Meldola a presentare il mio progetto ai dirigenti dell’IRST, ho visto l’entusiasmo nei loro occhi. Sai cosa mi hanno detto? “Facciamolo e speriamo che diventi contagioso!”. Un bellissimo progetto, già approvato, che è stato solo momentaneamente “parcheggiato”. Non appena ci libereremo da questa pandemia partirò subito con la parte pratica. Se riuscirò a portare a termine questo progetto sarà il “prima e dopo” più bello della mia vita!

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